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La chiamano cultura, ma è abuso animale.

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6100562472_10794d10f6-e1316174646722Cosa c’entra ora l’ennesima uccisione di un cavallo ad un Palio, questa volta ad Asti? Cosa c’entra con i massacri ogni anno perpetrati dalla caccia? Cosa c’entra con fiere, circhi, delfinari, gare e vari altri addestramenti animali? Cosa c’entra con i contesti dove l’animale viene usato come una medicina, uno strumento di riabilitazione, un salvatore o alla stregua di un buon domestico? Cosa c’entra con la farm industry? E con la sperimentazione animale? Cosa c’entra? C’entra, perché c’entra con la cultura, con la tradizione, con lo sport e con tutto quello che siamo sempre stati e che riusciamo a cambiare con molta difficoltà. Nulla può essere più inappropriato che proporre momenti di abuso animale, come eventi culturali.

Nonostante l’avanzare di una più grande consapevolezza e sensibilità, continuano ad essere proposte marcescenti iniziative travestite da arte, cultura, turismo: dove l’interesse per le urla, per l’adrenalina e per l’intrattenimento ad ogni costo, schiaccia vite, interessi e soggettività non-umane e umane.

Si certo, poi diranno che loro tengono a cuore gli animali ed il loro benessere, ed ecco quindi spuntar fuori fior fiori di veterinari ed etologi a certificare questo, mentendo sapendo di mentire, in quanto loro avrebbero dovuto studiare il modo di garantire qualità di vita per gli animali, non migliori condizioni di sfruttamento ed uccisione.

Stiamo vivendo un periodo storico dove l’intolleranza verso queste dimensioni sedicenti culturali, sta raggiungendo una soglia di non ritorno: un ringhio sordo ed un sentimento forte di ingiustizia, fa vibrare e bussa con sempre più forza ai decadenti ponti levatoi delle istituzioni amministrative, politiche, sportive, giudiziarie e sanitarie, rendendo conto del un numero infinito di vittime non-umane e umane causate, e quel giorno si sta avvicinando velocemente.

Per essere ben direzionati e proattivi in questo senso, dobbiamo però avere centrale e ben chiaro il concetto che esistono morti e sfruttamenti, visibili e invisibili. Molti animali infatti muoiono senza morire, muoiono nella mente e come zombie si aggirano in mezzo alle rovine della nostra umanità, incapace di restare non-umana.

Iniziamo a cambiare da oggi, in ogni scelta, in ogni gesto, in ogni decisione, il tempo è arrivato.

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